Ho superato l’esame senza sapere tutto. Ma non era abbastanza.

Il giorno del mio esame AIS ero una ragazza che voleva tutto e subito. A dire il vero, questa parte di me non è cambiata molto. Ho sempre avuto fretta di raggiungere il traguardo e questo mi portò a presentarmi all’esame senza sentirmi preparata al 100%.

Quando conosci davvero un argomento, l’ansia esiste, ma è diversa: hai fiducia in quello che sai. Quando invece sei consapevole di avere delle lacune, ogni domanda può sembrarti quella sbagliata.

Eppure quell’esame l’ho superato. Perché? Perché avevo una strategia.

Avevo analizzato le domande degli anni precedenti per capire quali argomenti ricorressero più spesso. Avevo dato priorità agli errori commessi nella prova scritta e mi ero concentrata sulle conoscenze fondamentali, quelle che avevano più probabilità di ripresentarsi anche all’orale. L’esame AIS, infatti, è composto da una prova scritta e una prova orale. Arrivai preparata sulle basi.

E quelle basi furono sufficienti per essere promossa.

Ma ero davvero soddisfatta? No.

Avevo superato l’esame, ma dentro di me sapevo una cosa: non sapevo tutto. E soprattutto non sapevo se quello che conoscevo sarebbe bastato nel mondo reale. La risposta arrivò poco dopo, durante il mio primo lavoro come sommelier in Sicilia. Un ospite mi fece una domanda alla quale non avevo risposta.

Fu in quel momento che capii quanto fosse enorme il mondo del vino. L’esame era finito, ma l’apprendimento era appena iniziato. Iniziai a studiare con ancora più determinazione. Non perché qualcuno mi interrogasse, ma perché volevo essere all’altezza delle domande delle persone sedute davanti a me. Più studiavo e più mi rendevo conto che il vino non è un insieme di nozioni da memorizzare. È un sistema e, senza fondamenta solide, ogni nuova informazione diventa difficile da comprendere e collegare. Fu proprio questa consapevolezza a portarmi, nel 2018, a iscrivermi al mio primo corso WSET. Cercavo qualcosa di diverso: un percorso internazionale, un metodo, un esame nel quale la valutazione fosse il più possibile oggettiva, costruita su criteri chiari e condivisi.

Era la sfida che stavo cercando. Ed è proprio lì che ho trovato il modo di comprendere il vino che avrei voluto avere fin dall’inizio.

Quindi… serve sapere tutto per superare un esame? No.

Serve sapere cosa sapere. Serve costruire fondamenta solide. Serve dare la giusta priorità agli argomenti. Questo può essere sufficiente per superare un esame.

Ma probabilmente non sarà sufficiente per diventare il professionista che vorrai essere.

Per questo ho realizzato un video in cui ti spiego come preparare l’esame AIS in modo strategico, senza disperdere energie sugli argomenti meno importanti.

E sto lavorando anche a una piattaforma dedicata al WSET, pensata per aiutarti a costruire proprio quelle fondamenta che avrei voluto avere quando ho iniziato.

Perché il mio obiettivo non è dirti quale vino bere.

È farti capire come ragionare sul vino, così da non dover dipendere per sempre da chi ti dice cosa scegliere.

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